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VIBRAZIONI E SICUREZZA: MALATTIE PROFESSIONALI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO


06/02/2020

Dopo la pubblicazione del decreto ministeriale del 9 Aprile 2008, recante “Nuove tabelle delle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura”, si è riscontrato un progressivo incremento delle denunce delle patologie da sovraccarico biomeccanico, sia a carico dell’arto superiore, sia del rachide lombare. Le vibrazioni meccaniche trasmesse al corpo umano rappresentano sicuramente un rilevante fattore di rischio di tale fenomeno.

Si segnala che la grandezza fisica utilizzata nella stima delle vibrazioni trasmesse dalle macchine agli organi del corpo umano è l’accelerazione, espressa in m/s2 e il principale descrittore del rischio è quindi l’accelerazione equivalente ponderata in frequenza e riferita alle 8 ore della giornata lavorativa.

In relazione alle vibrazioni trasmesse al corpo intero, il D.Lgs. 81/08 dispone che ogni lavoratore possa essere soggetto a un valore limite di esposizione giornaliero di accelerazione pari a 1 m/s2, e a un valore limite di 1,5 m/s2 su periodi brevi (pochi minuti). Il valore d’azione fissato in 0,5 m/s2, rappresenta una soglia oltre la quale il datore di lavoro è tenuto alla sorveglianza sanitaria e a una serie di adempimenti per il controllo e la riduzione dell’esposizione alle vibrazioni.

Veniamo poi alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio.
In questo il D.Lgs. 81/08 fissa il valore d’azione per l’esposizione giornaliera a 2,5 m/s2 e il valore limite a 5 m/s2. Inoltre nel breve periodo l’accelerazione non deve superare il valore di 20 m/s2.

Con il termine tecnopatia si intende la malattia professionale contratta a causa dell’azione nociva, lenta e protratta nel tempo di un fattore di rischio.
Annualmente sono oltre 500 le malattie da vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio, di cui oltre la metà sono rappresentate dalla sindrome del tunnel carpale, a seguire artrosi secondarie di altre articolazioni (15%) e sindromi di Raynaud (12%). Si segnala poi che quasi il 90% delle patologie afferisce al genere maschile e si concentra nella maggior parte dei casi nella classe di età 50-65 anni. A livello di settore lavorativo correlato sono coinvolti prevalentemente l’industria (40%), l’artigianato (28%) e l’agricoltura (24%), mentre scendendo come livello di dettaglio ai sub-settori, prevalgono le costruzioni e la metalmeccanica e per l’agricoltura, le coltivazioni di seminativi e non.
Per quanto riguarda le vibrazioni trasmesse al corpo intero si evidenzia una crescita delle malattie professionali (patologie della colonna vertebrale) e si segnala che, mediamente, oltre il 50% dei riconoscimenti è tabellato (D.M. 9 Aprile 2008) e dovuto a Ernia Discale Lombare. Il settore maggiormente interessato è quello agricolo, seguito da quello dei servizi (trasporti, comunicazioni) e dall’industria/artigianato. Le donne rappresentano il 5% dei tecnopatici (contro il 10% relativo al sistema mano-braccio) e non si riscontrano particolari differenze di genere nella graduatoria delle patologie e nella distribuzione per classe di età.

Fonte:
PuntoSicuro – www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/rischio-vibrazioni-C-38/